• About
  • Rassegna Stampa / Press Review
  • I Beni Culturali / Heritage Sites
  • Video
  • Soci / Members
  • CV
  • Area Riservata

Livorno delle Nazioni

~ Associazione culturale

Livorno delle Nazioni

Archivi autore: Stefano Ceccarini

Alcune note inedite sull’organo della chiesa degli Olandesi

15 mercoledì Gen 2025

Posted by Stefano Ceccarini in Uncategorized

≈ Lascia un commento

Tag

Chiesa degli Olandesi, Dutch Church, Livorno, Nazione olandese alemanna, Temple of the Dutch-German Congregation

Dopo la pubblicazione delle 95 tesi di Martin Lutero, nel 1517, l’utilizzo dell’organo nella liturgia protestante fu oggetto di accesi dibattiti tra teologi e riformatori: osteggiato dai calvinisti, in quanto ritenuto uno strumento superfluo legato al culto cattolico, fu invece gradualmente accolto dai luterani come un elemento indispensabile per celebrare la gloria divina.

In questo contesto, è significativo che il tempio della Congregazione Olandese-Alemanna disponesse di un grandioso organo, per il quale il canonico Giuseppe Piombanti non lesinò elogi: “un organo eccellente modernissimo, costruito in quest’anno, 1903, dalla ditta Agati-Tronci di Pistoia, il quale può dirsi che non abbia uguali in Toscana” (G. Piombanti, Guida storica ed artistica della città e dei dintorni di Livorno, Livorno 1903, p. 250).

Alcuni fatti inediti rintracciati sulle cronache della “Gazzetta Livornese”: le ricerche finora condotte hanno consentito di risalire alla data della sua inaugurazione, venerdì 7 agosto 1903, esattamente trentanove anni dopo l’apertura del tempio neogotico progettato da Dario Giacomelli: diversi maestri e il valentissimo dilettante Felice Weber si alternarono all’organo suonando musiche di Bach, Schumann, Wagner, Mendelssohn e altri classici alla presenza di numerosi invitati.

La fama di questo strumento fu tale che il 26 agosto di quello stesso anno il compositore Pietro Mascagni si recò al tempio della Congregazione Olandese-Alemanna, dove fu accolto direttamente dal costruttore, il signor Tronci di Pistoia. Mascagni, dopo aver esaminato l’organo, si sedette davanti alla tastiera, suonando moltissimi brani e facendo gustare ai presenti alcune bellissime fantasie inedite. Secondo le cronache, il Maestro lasciò il tempio esprimendo la sua ammirazione al sig. Tronci, lodandolo per aver creato un organo così mirabile e così perfetto, il migliore tra quelli che all’epoca si trovavano in Italia.

Oggi, nell’anno in cui ricorrono gli ottant’anni dalla morte di Pietro Mascagni, è difficile non contenere l’amarezza pensando alle attuali condizioni del tempio, nella cui silenziosa aula, ormai in rovina, risuona solo il tubare dei piccioni. Dell’organo non vi è più traccia: fu smantellato in circostanze mai chiarite prima della metà del secolo scorso. Ci auguriamo che queste brevi note possano fornire lo spunto per ulteriori ricerche e, a loro modo, contribuire a rinnovare l’interesse nei confronti del tempio della Congregazione Olandese-Alemanna.

La testa perduta della statua della Mansuetudine

30 lunedì Dic 2024

Posted by Stefano Ceccarini in Uncategorized

≈ 5 commenti

Tag

arte, beni culturali, Leghorn, Livorno

Il tenente F. Hartt ritratto, in piazza Grande, con la testa della scultura (Washington, National Gallery of Art)

Presso la National Gallery of Art di Washington è conservata un’immagine in bianco e nero, datata gennaio 1945, che ritrae il tenente Frederick Hartt tra le rovine di piazza Grande, a Livorno.
Il giovane professore, profondo conoscitore dell’arte italiana e che durante la Seconda guerra mondiale ebbe il ruolo di tenente nella Divisione Monumenti, Belle Arti e Archivi dell’8a Armata Americana (MFAA), è ritratto insieme a un frammento di una scultura: una misteriosa testa in marmo riproducente un volto femminile.

Le ricerche condotte mi hanno portato ad ipotizzare che quella testa possa provenire dalla facciata della chiesa dei Greci-uniti. Innalzata nel Seicento e arricchita nel tempo con importanti apparati decorativi e liturgici, all’inizio del Settecento la chiesa fu dotata di un’elegante facciata in marmo attribuita a Giovan Battista Foggini, con il probabilmente apporto di Andrea Vaccà per la parte scultorea. Al Vaccà è infatti attribuita la realizzazione di due sculture con le figure allegoriche dell’Innocenza e della Mansuetudine, adagiate sul timpano spezzato della facciata.

Durante la Seconda guerra mondiale la chiesa fu quasi completamente distrutta; dalle rovine emergevano soltanto la zona absidale, col campanile, e parte della facciata.
In tali tragiche circostanze rimase danneggiato anche l’apparato scultoreo del Vaccà; in particolare, le foto dell’epoca mostrano la statua della Mansuetudine mutilata nella parte superiore.

Purtroppo, non sono riuscito a reperire immagini frontali della statua in questione nelle sue forme originarie, ma le sue dimensioni e l’aspetto potrebbero essere compatibili con il frammento recuperato da Hartt.

Foto dell’Archivio della Soprintendenza di Pisa e Livorno

Secondo Riccardo Spinelli, autore di una monografia sul Foggini, nell’archivio fotografico della Soprintendenza di Pisa è presente la foto di una testa femminile la cui didascalia indica provenire dalla chiesa dei Greci Uniti; tuttavia, la sua attuale ubicazione è sconosciuta e non c’è modo di verificarne la corrispondenza, che comunque, da quel poco che si riesce a desumere dalle foto d’epoca, non sembra compatibile con la scultura della facciata.
Fatte queste premesse, nel gennaio 2023 sono entrato in contatto con la “The Monuments Men and Women Foundation” di Dallas e ho avuto la fortuna di interfacciarmi con la dott.ssa Anna Bottinelli, la quale, dopo aver effettuato una ricerca nell’archivio della fondazione, ha reperito un rapporto ufficiale del 22 gennaio 1945, del quale mi ha tradotto alcuni passaggi:
“parti della facciata [della chiesa dei Greci Uniti] … sono crollate e l’ufficiale dell’MFAA [Fred Hartt] era rimasto sconvolto di trovare per strada frammenti di una magnifica testa in marmo in stile barocco, appartenente a una delle statue, e lì vicino un braccio, una mano, e un pezzo della veste. Con l’aiuto di due soldati italiani, questi preziosi reperti sono stati caricati sulla jeep, avvolti in coperte, e portate al Vescovo”.

Dettaglio della testa ritrovata da F. Hartt

Premesso che la datazione del rapporto è coerente con quella della foto, non si può escludere che il documento si riferisca proprio alla testa riprodotta nell’immagine.
Tuttavia, la dott.ssa Bottinelli mi ha anche riferito che il frammento non risulterebbe tra le collezioni del Museo Diocesano. Pertanto, ho preso contatto con il prof. Giangiacomo Panessa, già Console onorario della Repubblica Ellenica e profondo conoscitore delle vicende relative alla comunità greca di Livorno. Il prof. Panessa ha suggerito che molto probabilmente il frammento oggetto del presente studio potrebbe far parte del contenuto di sette casse contenenti beni appartenenti alla chiesa dei Greci Uniti, che negli anni Cinquanta furono spedite a Roma, presso la Congregazione delle Chiese Orientali, con l’impegno alla successiva restituzione; impegno che, nonostante l’interessamento dello stesso prof. Panessa, in realtà sarebbe poi rimasto disatteso. Così come sono rimaste disattese alcune mail che ho inviato al Vescovo Simone Giusti e agli uffici culturali della Diocesi per cercare di promuovere, se mai ce ne fosse stato bisogno, il loro interessamento sulla questione.

Così, a distanza di ottant’anni dalla fine del secondo conflitto mondiale, una parte del patrimonio storico-artistico probabilmente giace ancora dimenticata in qualche deposito, lontano dalla città e dalla memoria dei livornesi.

Dal Villano alle Livornine

27 venerdì Mag 2016

Posted by Stefano Ceccarini in Uncategorized

≈ 2 commenti

Tag

associazione culturale, beni culturali, Comune di Livorno, Leghorn, Livorno, Restoration, Sculpture

'Il Villano' dipinto attribuito G. M. Terreni. Rappresenta un villico con ai piedi un cane, a simbolo di fedeltà e una botticella da cui sgorgava l'acqua per l'uso del castelQuesta associazione prende atto che l’Amministrazione Comunale, annunciando la volontà di restaurare il monumento del Villano, desidera coinvolgere la cittadinanza in un percorso partecipativo per valutare l’eventuale trasferimento della statua in altra ubicazione, considerando, tra le possibili alternative all’odierna collocazione, piazza del Municipio e piazza Cavallotti.

Se da un lato non possiamo far altro che accogliere con favore il proposito di recuperare il monumento, dall’altro riteniamo doveroso esprimere le nostre perplessità sia sulla sua eventuale ricollocazione, sia sull’opportunità di coinvolgere la cittadinanza tramite un “quesito on line”.

Come noto, secondo la tradizione, l’originaria statua del Villano fu eretta dai fiorentini sopra una pubblica fonte per rendere omaggio al valore e alla fedeltà dimostrata dai difensori livornesi nel 1496, in occasione dell’assedio delle truppe di Massimiliano I d’Asburgo.

Sono tuttavia doverose alcune considerazioni. In primo luogo, il ruolo dei livornesi nel successo militare dei fiorentini è stato notevolmente enfatizzato dalla letteratura risorgimentale in chiave patriottica e antiaustriaca, in una sorta di parallelo tra i fatti del 1496 e l’invasione austriaca del 1849. In realtà, la Livorno del 1496 non era altro che un modesto nucleo fortificato collocato ai margini della storia, margini ai quali resterà almeno fino all’ultimo scorcio del Cinquecento, quando il granduca Ferdinando I darà un fondamentale impulso per la realizzazione di quella che alcuni ritengono la principale città italiana progettata e costruita a cavallo dei secoli XVI e XVII.

All’origine del successo di Ferdinando I risiede essenzialmente la capacità di attrarre e insediare una popolazione attiva, dedita soprattutto alla mercanzia; grazie ai traffici mercantili e al grande volano economico rappresentato dalla costruzione del nuovo insediamento, Livorno divenne l’esempio più rilevante, in Italia, di crescita demografica di una città non capitale.

In questo contesto, fondamentale fu l’emanazione di una serie di inviti destinati a richiamare a Livorno mercanti di “qualsivoglia nazione”; questi privilegi, divenuti noti col nome di “Livornine”, costituiscono un documento di notevole importanza per la storia della città e, più in generale, per quella della “tolleranza” religiosa in Europa. Le “Livornine” garantirono per secoli l’insediamento di numerose comunità nazionali, dando impulso a una città cosmopolita, in grado di stabilire importanti reti mercantili locali e internazionali: Livorno divenne così tra i principali porti del bacino del Mediterraneo, avamposto di compagnie di navigazione e sede di numerosi consolati, mentre il suo nome fu tradotto in diverse lingue, secondo una prerogativa riservata solo alle grandi metropoli e alle capitali di stato.

Nel corso del Novecento, con il tramonto della Livorno delle Nazioni, la memoria e la consapevolezza di ciò che la città ha rappresentato per almeno tre secoli si sono lentamente sgretolate, non riuscendo ad arginare l’insorgere di una profonda crisi identitaria e, in generale, di una perdita di credibilità della città. Complice una linea culturale molto spesso accondiscendente, da allora in molti hanno guardato con compiacimento all’immagine stereotipata di una città ribelle e popolata da ex galeotti, mentre le “Livornine”, innegabile motore generatore dello sviluppo sociale, economico e culturale della città dalla fine del Cinquecento alla seconda metà dell’Ottocento, sono state relegate esclusivamente a materia di studio per gli storici: non un monumento, non un evento in grado di estendersi oltre l’ambito di pochi convegni; ad oggi, non esiste neanche una copia delle “Livornine” in mostra negli spazi espositivi della città.

Lo sberleffo, l’ironia dissacrante e l’indole ribelle: sembrano questi i soli atteggiamenti in grado di condizionare diversi ambiti della vita cittadina, compreso ogni tentativo di rapportare Livorno alla propria storia. Ercole Labrone, l’assedio del 1496 e, per certi versi, la drammatica occupazione austriaca del 1849 sono stati elevati ai soli e indiscussi simboli nei quali ricercare le radici dell’identità livornese; una visione limitata, non esaustiva, che trascura completamente la principale peculiarità della storia cittadina: il cosmopolitismo.

Per questi motivi riteniamo che il trasferimento del monumento del Villano nella piazza civica o in quella del mercato non costituisca un vero e proprio passo teso alla riscoperta della storia di Livorno e della sua identità, ma vada invece ad alimentare la percezione di un senso di appartenenza tutto sbilanciato verso l’indole più irriverente e ribelle della città. Con queste premesse, anche l’avvio di un percorso partecipativo, che consenta ai livornesi di esprimersi sull’eventuale trasferimento della statua, a nostro giudizio si pone a corollario di un’operazione culturalmente sbagliata; un percorso basato sul discutibile presupposto che la cittadinanza, dopo decenni in cui sono stati alimentati i consueti luoghi comuni, sia oggi in possesso di validi strumenti per riconoscere e sentire vicini gli elementi essenziali e più importanti della propria storia.

Se le attenzioni di questa Amministrazione vogliono concentrarsi sulla riscoperta di una sana identità cittadina, allora il punto di partenza non possono essere altro che le “Livornine”, a cominciare dai beni culturali che ne sono derivati e che, malgrado le mutilazioni subite e compiute nel corso del Novecento, caratterizzano ancora il panorama cittadino, distinguendo nettamente Livorno da qualsiasi altra città della Toscana. In proposito, ci sono numerose testimonianze che necessitano drammaticamente di attenzione, sia a livello materiale, sia a livello di conoscenza pubblica: ci riferiamo soprattutto a chiese, cimiteri monumentali, palazzi, ville, opere di pubblica utilità e di beneficenza, che attendono da tempo un’adeguata azione di riscoperta, valorizzazione e promozione.

Confidiamo pertanto che questa Amministrazione possa arginare la deriva della città ed essere artefice di una vera e propria rivoluzione culturale in grado di riaffermare finalmente le specificità che hanno determinato lo sviluppo e il successo di Livorno nei secoli passati.

Presentazione dei lavori di restauro, consolidamento e risanamento igienico del Tempio della Congregazione Olandese Alemanna di Livorno

06 mercoledì Apr 2016

Posted by Stefano Ceccarini in Uncategorized

≈ Lascia un commento

Tag

beni culturali, Chiesa degli Olandesi, Comune di Livorno, Conference, Dutch Church, fondo ambiente italiano, Leghorn, Lions Club Livorno Host, Livorno, Tempio della Congregazione Olandese-Alemanna, Temple of the Dutch-German Congregation

Banner2

Sabato 9 aprile 2016, alle ore 10.30, è in programma nella Sala Mascagni del Teatro Goldoni di Livorno la cerimonia di presentazione dei lavori di restauro, consolidamento e risanamento igienico del Tempio della Congregazione Olandese Alemanna di Livorno, propedeutici al recupero e alla fruizione pubblica del luogo, conclusi nel mese di marzo.

L’incontro – aperto al pubblico – vedrà la presenza delle autorità e di tutti gli enti che hanno concorso all’ottenimento di questo primo importante risultato.

Il tempio è stato segnalato nel 2012, con 23.685 voti, alla sesta edizione de “I Luoghi del Cuore”, il censimento dei luoghi italiani da non dimenticare promosso dal FAI – Fondo Ambiente Italiano in collaborazione con Intesa Sanpaolo. Un importante risultato, reso possibile grazie all’impegno del Comitato “I Lions per il Restauro del Tempio della Congregazione Olandese Alemanna” (promosso dal Lions Club Livorno Host), dell’Associazione Livorno delle Nazioni e della Delegazione FAI di Livorno, che ha permesso al bene, particolarmente caro ai cittadini, di accedere alle Linee Guida per la Definizione degli Interventi 2013 lanciate dal Fondo Ambiente Italiano in collaborazione con il MiBACT – Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

Il Comitato ha così potuto presentare al FAI una richiesta di intervento per il restauro e il consolidamento delle strutture dissestate del bene. La richiesta è stata accolta e il luogo ha potuto beneficiare di un contributo di 25.000 euro messo a disposizione dalla Fondazione e da Intesa Sanpaolo, cui si sono aggiunti 80.000 euro stanziati nel giugno 2013 dal Comune di Livorno.
Durante l’incontro verranno illustrati i lavori realizzati, alla presenza dei rappresentanti dell’impresa esecutrice dell’intervento.

Al termine della presentazione dopo oltre venti anni di chiusura sarà possibile accedere al Tempio – nella parte dell’atrio e della sala del Concistoro – per una visita guidata alla mostra che illustra le fasi del restauro e per uno sguardo sull’aula principale, ancora inaccessibile e fatiscente, a testimonianza di quanto ancora resti da fare per l’integrale recupero del bene.

Per l’occasione l’Accademia degli Avvalorati, con il Maestro Massimo Signorini, fisarmonicista e docente di fisarmonica presso il Conservatorio Cimarosa di Avellino, e il Maestro Marco Vanni eseguiranno brani di Schulthesius, Bach, Ortiz e Marais.

L’intervento appena concluso, oltre a essere una fondamentale azione di conservazione e tutela tesa a evitare il crollo del tempio, è anche un importante esempio di collaborazione tra pubblico e privato, risposta concreta a quanti hanno segnalato con passione e impegno questo “Luogo del Cuore”.

Dopo questo primo passo imprescindibile per mantenere in vita il bene, prosegue ora l’impegno del Comitato e dell’associazione Livorno delle Nazioni per il reperimento di ulteriori fondi e l’avvio di un recupero completo volto alla riapertura di un “luogo del cuore” di molti cittadini.

Per i più distratti

Le “Livornine”: memoria e identità di una città

17 martedì Nov 2015

Posted by Stefano Ceccarini in News

≈ 1 Commento

Tag

associazione culturale, beni culturali, Comune di Livorno, Leghorn, Livorno

livornina-p-1a

Da alcune settimane le attenzioni dell’opinione pubblica sono concentrate sulla bizzarra proposta di trasformare le rovine del mausoleo di Ciano nel deposito di Zio Paperone. La notizia del mausoleo ha fatto rapidamente il giro del web, trovando risalto persino sulla stampa nazionale. Non deve sorprendere; del resto, quando Livorno si confronta con il proprio passato, i risultati rischiano spesso di sfociare nel ridicolo e nel grottesco, come accadde nel 1984, quando le celebrazioni per il centenario della nascita di Amedeo Modigliani si trasformarono in una beffa di risonanza internazionale.

Lo sberleffo, l’ironia dissacrante e l’indole ribelle: sembrano questi i soli atteggiamenti in grado di condizionare diversi ambiti della vita cittadina, compreso ogni tentativo di rapportare Livorno alla propria storia.

Eppure, la percezione di un senso di appartenenza tutto sbilanciato verso l’indole più irriverente della città ha radici profonde e certamente è stata sostenuta da una linea culturale accondiscendente, che per anni ha alimentato una serie di luoghi comuni, trascurando, nel contempo, le peculiarità che hanno decretato l’unicità della storia di Livorno.

Così, mentre in molti hanno guardato compiaciuti all’immagine stereotipata di una città ribelle e popolata da ex galeotti, le “Livornine”, innegabile motore generatore dello sviluppo sociale, economico e culturale della città dalla fine del Cinquecento alla seconda metà dell’Ottocento, sono state lentamente dimenticate assieme a tutti i suoi simboli: dalla semplice toponomastica, fino ad arrivare alla cancellazione fisica di luoghi di culto, cimiteri, ville, palazzi e qualsiasi altra opera legata ai nomi di mercanti provenienti da “qualsivoglia nazione”.

La memoria e la consapevolezza di ciò che Livorno ha rappresentato per almeno tre secoli si sono sgretolate nel tempo, non riuscendo ad arginare l’insorgere di una profonda crisi identitaria e, in generale, di una perdita di credibilità della città.

Le “Livornine” sono state relegate a materia di studio per gli storici, chiuse in un ambito prezioso, indispensabile, ma ristretto. Paradossalmente, abbiamo assistito a una ghettizzazione dello strumento che, pur con tutti i limiti e i compromessi del tempo, aveva conferito a Livorno caratteri cosmopoliti. Non un monumento, non un evento in grado di estendersi oltre l’ambito di pochi convegni; ad oggi, non esiste neanche una copia delle “Livornine” in mostra negli spazi espositivi della città.

Le associazioni come la nostra, animate da un esiguo numero di volontari, non hanno la forza per ricucire da sole lo strappo tra la città e la propria identità, ma possono contribuire in tal senso, coadiuvando e collaborando con enti pubblici e privati. In ogni caso, tutto risiede nella volontà di svincolarsi dalle maglie strette che Livorno si è cucita addosso, cercando di riaffermare un qualcosa che vada oltre la burla e l’orgoglio campanilistico, senza voler certo rinnegare o mettere da parte questi caratteri identitari, ma affiancandoli con altre e preziose specificità.

Tempio della Congregazione Olandese Alemanna: lo stato dei lavori

13 venerdì Feb 2015

Posted by Stefano Ceccarini in News

≈ 1 Commento

Tag

beni culturali, Censimento FAI, Chiesa degli Olandesi, Comune di Livorno, Dutch Church, fondo ambiente italiano, Restoration, Tempio della Congregazione Olandese-Alemanna, Temple of the Dutch-German Congregation

10384203_10152427829746711_551677713003437181_nLo scorso 3 febbraio, grazie alla gentile disponibilità degli architetti Simona Finocchiaro e Michele Parenti, la nostra associazione ha potuto visitare il cantiere che da alcuni mesi sta interessando il Tempio della Congregazione Olandese Alemanna.

Come è noto, i fondi stanziati dal Comune di Livorno (80.000 Euro) e da Banca Intesa Sanpaolo (25.000 Euro), a fronte delle quasi 24.000 segnalazioni pervenute al Fondo Ambiente Italiano nel corso della sesta edizione dei “Luoghi del Cuore”, hanno consentito l’avvio dei lavori strettamente necessari per arrestare le principali cause di degrado e per mettere in sicurezza alcune aree del sito; il tutto sotto l’egida del Comitato, costituitosi in seno al Lions Club Livorno Host, di cui anche la nostra associazione è entrata a far parte.

Le prime operazioni hanno interessato la bonifica delle aree di cantiere, ad eccezione della sala principale, la quale risulta pericolante a causa del crollo del controsoffitto; la pulizia delle aree esterne ha inoltre consentito di recuperare e catalogare gli elementi decorativi distaccatisi dalla facciata principale nel corso degli ultimi anni.

Sul lato ovest della chiesa le maestranze hanno già ripristinato il sistema di scolo delle acque meteoriche, mettendo in sicurezza i finestroni ogivali e chiudendo le profonde lesioni che correvano lungo la parete dell’aula. Analoghe operazioni saranno effettuate sul lato est, previo accordo con la proprietà dell’area adiacente; frattanto, su questo lato è stata ricostruita la copertura della sala del Concistoro, la quale risultava in gran parte crollata.

Sacchi chiesa olandeseSul prospetto principale sono attualmente in corso le operazioni di rimozione degli strati lapidei più degradati e stuccatura delle fessure per garantire l’impermeabilizzazione delle superfici; successivamente si procederà al consolidamento della pietra panchina e al reintegro degli elementi decorativi precedentemente recuperati.

Le avverse condizioni meteorologiche registrate negli ultimi mesi e alcuni cambiamenti nel programma d’intervento stabiliti dalla Soprintendenza stanno comunque influendo sui tempi di esecuzione dei lavori, che per questo motivo sono stati prorogati di alcune settimane.

Ci auguriamo di poter condividere presto nuovi aggiornamenti.

Tempio della Congregazione Olandese-Alemanna: imminenti i lavori di recupero e messa in sicurezza

04 venerdì Apr 2014

Posted by Stefano Ceccarini in Conference, Events, Members' Accomplishments, News

≈ 3 commenti

Tag

beni culturali, Censimento FAI, Comune di Livorno, fondo ambiente italiano, Intesa SanPaolo, Leghorn, Lions Club Livorno Host, Tempio della Congregazione Olandese-Alemanna, Temple of the Dutch-German Congregation

Chiesa degli Olandesi


COMUNICATO STAMPA
– Finalmente si parte! Sabato 5 aprile presso il Mercato Centrale di Livorno (Scali Aurelio Saffi) alle ore 12 l’Assessore alle Culture del Comune di Livorno, Mario Tredici e il Presidente del Comitato “I Lions per il restauro del Tempio della Congregazione Olandese-Alemanna di Livorno”, Antonio Heusch, con la presenza del dottor Emanuele Guidotti, Capo Delegazione di Livorno del Fondo per l’Ambiente Italiano e di un rappresentante del Gruppo Intesa San Paolo, presenteranno il progetto dell’intervento di risanamento igienico sanitario e messa in sicurezza del Tempio della Congregazione Olandese-Alemanna, che si affaccia sul Fosso Reale, quasi di fronte all’edificio del Mercato stesso.
Nelle prossime settimane, ormai redatti i progetti a cura dell’architetto Michele Parenti di Livorno, che ha prestato volontariamente la sua opera, già presentati presso la Soprintendenza di Pisa, verranno assegnati i lavori a seguito di invito e disciplinare di gara già predisposti.
A 150 anni esatti dall’inaugurazione del tempio (7 agosto 1864) si conta, quindi, di iniziare entro l’estate i lavori urgenti ed indifferibili per la conservazione strutturale del medesimo, necessari per arrestare il degrado e dar modo di progettare con più calma la complessiva opera di recupero e riqualificazione.
Si procederà al restauro e messa in sicurezza della facciata principale con conseguente riapertura della strada; al restauro del sistema di scolo delle acque piovane; al risanamento igienico della parte di accesso ai cortili laterali della chiesa; alla copertura provvisoria delle parti crollate di tetto ed al risanamento delle crepe sui muri laterali.

La regia dell’operazione è affidata al Comitato appositamente costituito per il recupero dell’edificio da quasi quattro anni dal Lions Club Livorno Host, nell’ambito della sua attività di servizio per la comunità cittadina.
Ma tutto ciò non sarebbe stato assolutamente possibile senza la fondamentale partecipazione di alcuni attori:
I) il Comune di Livorno, che fin dall’inizio ha mostrato attenzione al progetto ed a seguito di selezione dello stesso nel bando per l’assegnazione di quota parte degli oneri di urbanizzazione, ha destinato la somma di Euro 80.000,00;
II) Il FAI – Fondo Ambiente Italiano che, attraverso il Censimento de “I Luoghi del Cuore”, realizzato in collaborazione con Intesa Sanpaolo, ha destinato un contributo di 25.000 Euro a favore della chiesa a seguito dell’eccezionale risultato raggiunto in occasione della sesta edizione dell’iniziativa, nel 2012. A favore del sito sono state infatti raccolte oltre 23.000 segnalazioni. Una vera e propria mobilitazione popolare che ha potuto avvalersi della fattiva collaborazione della Delegazione FAI di Livorno, del Comitato Lions, del Comune e dell’Associazione culturale Livorno delle Nazioni e che ha permesso al Tempio della Congregazione Olandese-Alemanna di raggiungere il nono posto nella classifica nazionale dei Luoghi più segnalati e il primo posto in Toscana;
III) Banca Prossima, Banca del Gruppo Intesa San Paolo dedicata esclusivamente al mondo no-profit laico e religioso, che provvede al supporto finanziario, anticipando parte delle somme necessarie per gli interventi.
Ma soprattutto i comuni cittadini, livornesi in primis, che con la costante attenzione al progetto, culminata appunto nella raccolta delle firme per il censimento “I Luoghi del Cuore”, hanno dimostrato ancora una volta di desiderare che il recupero alla fruizione pubblica di un così importante monumento costituisca una manifestazione di rispetto per la storia della città e di speranza per un futuro di crescita materiale e culturale.
Crediamo, infine, che sia di buon auspicio proprio il fatto che i lavori, primo vagito di una nuova nascita, possano prendere il via proprio nella ricorrenza del centocinquantesimo dall’edificazione del tempio.

Parteciperanno alla conferenza: l’architetto Michele Parenti, progettista, che esporrà l’intervento; Stefano Ceccarini, Vicepresidente dell’Associazione Livorno delle Nazioni; il Vicepresidente del Lions Club Livorno Host, dottor Gianluca Giovannini; il signor Ermanno Braun, in rappresentanza della Congregazione Olandese-Alemanna di Livorno.

PRESS RELEASE – At long last, at 12 o’clock on Saturday 5th April, at Livorno’s Central Market (Scali Aurelio Saffi), the presentation of the project for interventions to the Dutch German Church that overlooks the Fosso Reale will take place. The project will be presented by Municipal Councillor for Culture Mario Tredici and President of the “Lions for the restoration of the Temple of the Dutch German Congregation of Livorno” committee, Antonio Heusch, with the presence of Dr Emanuele Guidotti, head of the Livorno delegation of the Fondo per l’Ambiente Italiano and a representative of the Gruppo Intesa San Paolo bank.
Plans for the refurbishment – drawn up by architect Michele Parenti of Livorno, who provided his services free of charge – have already been presented to the Monuments and Fine Arts Deparment of Pisa. The work will be assigned following an invitation to tender.
It is expected that the urgent interventions to safeguard the building will begin by the end of this summer, in the year that marks the 150th anniversary of the inauguration of the church, which took place on 7th August 1864. The work is necessary to halt the decay of the building and make it possible to plan a future overall restoration.
This initial phase of work will ensure that the facade of the church is made safe and restored, so that the road in front of it can be reopened. It will also restore the guttering system, and clear and clean the access areas at the sides of the church, as well as providing a temporary repair of the collapsed parts of the roof, and the repair of cracks in the side walls.

The work will be supervised by the committee that was specially formed nearly four years ago by the Lions Club Livorno Host as part of their activities serving the community.
But none of this would have been possible without the crucial participation of the following bodies and institutions:
I) The Comune di Livorno, which has closely followed the project from the beginning and, as a result of a call for the submission of funding requests, has allocated the sum of 80,000.00 euros;
II) The Fondo per l’Ambiente Italiano (FAI), which has allocated a contribution of 25,000.00 euros as recognition not only of the historical, architectural and cultural value of the church, but also of the exceptional result achieved during the 2012 “Places I Love” census during which 24,000 signatures were collected in Livorno, Italy and abroad. As a result, the church came 9th in Italy, first in Tuscany, and first in terms of votes from abroad;
III) Banca Prossima, of the Gruppo Intesa San Paolo, devoted entirely to the secular and religious no-profit sector, which will provide the financial support for a part of the interventions needed.
Above all, though, it is thanks to the people of Livorno who, with their continued support of the project, have once more demonstrated their desire to return this important building to public use, as a sign of respect for the history of the city, and of hope for future growth in both material and cultural terms.
We believe that it is a good omen that this work will take place in the year of the 150th anniversary of the church.

Conference participants: architect Michele Parenti, author of the project which he will present; Stefano Ceccarini, Vice President of the Livorno delle Nazioni association, which actively contributed to the promotion of the initiative and the collection of signatures; Vice President of the Lions Club Livorno Host, Gianluca Giovannini; Ermanno Braun, representative of the Dutch-German Congregation of Livorno.

Book on the Old English Cemetery of Livorno / Libro sull'Antico Cimitero degli Inglesi di Livorno:

For more information click: / Per maggiori informazioni cliccare:


PayPal - The safer, easier way to pay online.

PayPal - Il sistema di pagamento online più facile e sicuro!

IBAN: IT23J0623013901000041133891

Articoli recenti

  • Sarah Thompson eletta nuovo Presidente di LdN
  • CONFERENZA: L’Antico cimitero degli Inglesi di Livorno
  • Conferenza: Archivi in marmo, Cimiteri monumentali, Firenze, 26 aprile 2025 ore 9.30
  • Byron e Livorno
  • Alcune note inedite sull’organo della chiesa degli Olandesi

Archivi

  • Febbraio 2026
  • Aprile 2025
  • Gennaio 2025
  • Dicembre 2024
  • Novembre 2024
  • Ottobre 2024
  • Giugno 2024
  • Maggio 2024
  • Settembre 2021
  • Maggio 2018
  • Maggio 2016
  • Aprile 2016
  • Novembre 2015
  • Febbraio 2015
  • Ottobre 2014
  • Maggio 2014
  • Aprile 2014
  • Dicembre 2013
  • Novembre 2013
  • Ottobre 2013
  • Settembre 2013
  • Agosto 2013
  • Giugno 2013
  • Maggio 2013
  • Dicembre 2012
  • Settembre 2012
  • Luglio 2012
  • Giugno 2012
  • Maggio 2012
  • Aprile 2012
  • Marzo 2012
  • Luglio 2011

Categorie

  • Article
  • Awards
  • Conference
  • Events
  • Members' Accomplishments
  • News
  • Uncategorized
  • Updates

Proudly powered by WordPress Tema: Chateau di Ignacio Ricci.