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Chiesa degli Olandesi, Dutch Church, Livorno, Nazione olandese alemanna, Temple of the Dutch-German Congregation
Dopo la pubblicazione delle 95 tesi di Martin Lutero, nel 1517, l’utilizzo dell’organo nella liturgia protestante fu oggetto di accesi dibattiti tra teologi e riformatori: osteggiato dai calvinisti, in quanto ritenuto uno strumento superfluo legato al culto cattolico, fu invece gradualmente accolto dai luterani come un elemento indispensabile per celebrare la gloria divina.
In questo contesto, è significativo che il tempio della Congregazione Olandese-Alemanna disponesse di un grandioso organo, per il quale il canonico Giuseppe Piombanti non lesinò elogi: “un organo eccellente modernissimo, costruito in quest’anno, 1903, dalla ditta Agati-Tronci di Pistoia, il quale può dirsi che non abbia uguali in Toscana” (G. Piombanti, Guida storica ed artistica della città e dei dintorni di Livorno, Livorno 1903, p. 250).
Alcuni fatti inediti rintracciati sulle cronache della “Gazzetta Livornese”: le ricerche finora condotte hanno consentito di risalire alla data della sua inaugurazione, venerdì 7 agosto 1903, esattamente trentanove anni dopo l’apertura del tempio neogotico progettato da Dario Giacomelli: diversi maestri e il valentissimo dilettante Felice Weber si alternarono all’organo suonando musiche di Bach, Schumann, Wagner, Mendelssohn e altri classici alla presenza di numerosi invitati.
La fama di questo strumento fu tale che il 26 agosto di quello stesso anno il compositore Pietro Mascagni si recò al tempio della Congregazione Olandese-Alemanna, dove fu accolto direttamente dal costruttore, il signor Tronci di Pistoia. Mascagni, dopo aver esaminato l’organo, si sedette davanti alla tastiera, suonando moltissimi brani e facendo gustare ai presenti alcune bellissime fantasie inedite. Secondo le cronache, il Maestro lasciò il tempio esprimendo la sua ammirazione al sig. Tronci, lodandolo per aver creato un organo così mirabile e così perfetto, il migliore tra quelli che all’epoca si trovavano in Italia.
Oggi, nell’anno in cui ricorrono gli ottant’anni dalla morte di Pietro Mascagni, è difficile non contenere l’amarezza pensando alle attuali condizioni del tempio, nella cui silenziosa aula, ormai in rovina, risuona solo il tubare dei piccioni. Dell’organo non vi è più traccia: fu smantellato in circostanze mai chiarite prima della metà del secolo scorso. Ci auguriamo che queste brevi note possano fornire lo spunto per ulteriori ricerche e, a loro modo, contribuire a rinnovare l’interesse nei confronti del tempio della Congregazione Olandese-Alemanna.





